Dagli archivi storici della Provincia di Sondrio

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Titolo: "Census instrumentum".

Data: lunedì 12 settembre 1650 Luogo: Campodolcino, "in stupha maiore domus habitationis

Contenuto: Giovanni Trussoni fu Battista di Fraciscio impone un censo annuo di lire 40 sopra un terreno sito in

Fraciscio " al loco de Millescio" con stalla, cascina e porzione di alpe e pascolo, e sopra una pezza di terra

prativa sita in Fraciscio "al prato dell'Alpe", che poi vende a Sebastiano Tini, messo e curatore della chiesa

di S. Giovanni Battista di Campodolcino, per il prezzo di lire 800, impegnandosi al pagamento del censo

annuo.

Antonio Clavarino di Sebastiano di Campodolcino, notaio di Chiavenna e Val San Giacomo.

Titolo: "Venditionis instrumentum".

Data: giovedì 4 settembre 1653 Luogo: Fraciscio, "in platea ante domum Iohannis Angeli Gilardi"

Contenuto: Guglielmo Gilardi fu Tomaso e Giovan Angelo Gilardi fu Domenico di Fraciscio, agenti degli eredi fu Michele

Gilardi, fratello di detto Guglielmo, vendono a Pietro Tini e Francesco Vanossi, messi delle scuole del Santo

Sacramento e Rosario della chiesa di S. Giovanni Battista in Campodolcino, due pezze di terra prativa e

campiva site in Fraciscio "al Motto dall'acqua" per il prezzo di lire 727, conformemente alla stima fatta da

Battista Trussono, console, e Giovan Battista Curto, suo coadiutore, stimatori giurati del quartiere di

Fraciscio, che cedono in pagamento a saldo di capitale e fitti di instrumento di censo precedentemente

contratto fra le parti.

Antonio Clavarino di Sebastiano di Campodolcino, notaio di Chiavenna e di Val San Giacomo.

Titolo: "Instrumentum census".

Data: giovedì 4 settembre 1653 Luogo: Fraciscio, "in platea ante domum Iohannis Angeli Gilardi"

Contenuto: Sebastiano Trussoni fu Battista di Fraciscio impone un censo annuo di lire 41 e mezzo su una pezza di terra

prativa indivisa con Pietro Parachino, ministrale, sita in Fraciscio "ad pratum del motto", e su due pezze

prative e campive site in detto quartiere "alli Rovani", che poi vende a Pietro Tini ed a Francesco Vanossi,

messi delle scuole del Santissimo Sacramento e Rosario della chiesa di S. Giovanni Battista di

Campodolcino, per il prezzo di lire 831, impegnandosi al pagamento del fitto annuo.

Antonio Clavarino di Sebastiano di Campodolcino, notaio di Chiavenna e Val San Giacomo.

Segue nota 1697 marzo 2 di Gaudenzio Manini, notaio, attestante il rogito di nuovo instrumento di vendita in

pagamento per il saldo di capitale e fitti del presente instrumento.

Titolo: "Venditionis instrumentum".

Data: venerdì 17 dicembre 1655 Luogo: Campodolcino, "in stupha maiori domus ministralis Petri

Contenuto: Guglielmo Premarlani e Giovanni della Starleggia, agenti a nome degli eredi fu Sebastiano Premarlani di

Campodolcino, vendono a Pietro Giovanoli di Campodolcino ed a Cipriano Trussoni di Fraciscio, messi della

chiesa di S. Giovanni Battista di Campodolcino, un appezzamento di terra campiva e ortiva circondato da

muro sito in Campodolcino "ad hortum sotto le case di Premarlani" per il prezzo di lire 1475, conformemente

alla stima eseguita da Guglielmo Chiavarino e Lorenzo Copino, stimatori giurati del quartiere di

Campodolcino, che cedono in pagamento di capitale e fitti di precedenti instrumenti di censo stipulati fra le

parti.

Antonio Clavarino di Sebastiano di Campodolcino, notaio di Chiavenna e di Val San Giacomo.
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