Dagli archivi storici della Provincia di Sondrio

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Titolo: "Obligationis et pactorum instrumentum".

Data: sabato 18 giugno 1622 Luogo: Campodolcino

Contenuto: Giovanni Tino di Campodolcino, ministrale, Guglielmo Camatio, console del quartiere di Campodolcino,

Antonio Rosirolo, console del quartiere di San Giacomo, agenti a nome della comunità di Val San Giacomo,

si impegnano con Silvestro Tursono di Fraciscio per la somma di lire 3900 terzuole da corrispondere entro

tre anni, con il fitto annuo dell'otto per cento, da utilizzarsi a saldo di denaro e vino da questi forniti agli

agenti della Valle per il sostentamento dei soldati e degli ufficiali spagnoli alloggiati in Chiavenna.

Giovanni Antonio Tomella di Silvestro di Campodolcino, notaio di Chiavenna.

Titolo: "Obligationis et pactorum instrumentum".

Data: lunedì 3 luglio 1623 Luogo: Campodolcino, "in stuffa domus communis iuris"

Contenuto: Giovanni Vanono, ministrale, e Giovan Antonio Lombardino, luogotenente, giusdicenti deputati dal consiglio

di Val San Giacomo, si impegnano con Battista Curto di Fraciscio, agente anche a nome di Tomaso Curti,

curatori ed amministratori degli eredi fu Pietrino Curti di Fraciscio, nipote di detto Battista, per la somma di

200 scudi d'oro, da restituire entro 6 anni con fitto annuo dell'otto per cento.

Giovanni Antonio Tomella di Silvestro, notaio di Chiavenna.

Segue nota di Bartolomeo Panicera, notaio e cancelliere, attestante la cessione da parte degli eredi a

Silvestro Trussone di 100 scudi d'oro dei predetti 200, oltre ai relativi fitti sino all'anno 1634.

Titolo: "Instrumentum obligationis cum fideiussone".

Data: sabato 30 maggio 1626 Luogo: Chiavenna, "in stupha superiori domus habitationis notarii"

Contenuto: Bartolomeo del Iemo, ministrale, Antonio Rosiroli, luogotenente, Giovanni Paiidalli, consigliere del quartiere

di Vho, agenti a nome della Val San Giacomo, si impegnano con Geronimo Guffanto detto Badino di

Chiavenna per la somma di lire 2600 terzuole, oltre al fitto annuo dell'otto per cento, da utilizzare a saldo

delle spese di vettovagliamento, legna e fieno fatte dalla Valle per l'alloggiamento delle truppe bernesi e

spagnole.

Detti agenti nominano Silvestro Trussoni di Fraciscio a fideiussore per il saldo annuale dei fitti.

Giovan Battista Beccaria di Piuro, notaio di Chiavenna e cancelliere di Piuro.

Segue confesso 1652 luglio 13 di Geronimo Guffanto attestante il saldo di capitali e fitti del presente

instrumento.

Titolo: "Cautionis promissorumque instrumentum".

Data: sabato 2 gennaio 1627 Luogo: Campodolcino, "in stuffa domus dictae comunitatis iuris"

Contenuto: Bartolomeo Jemmo, ministrale, Antonio Rosirolo, luogotenente, ed i consoli dei quartieri della Val San

Giacomo, stipulano cauzione con Silvestro Tursono di Fraciscio per la somma di scudi 1250, oltre al fitto

annuo di scudi 93 lire 9 e soldi 15, che cedono in pagamento a saldo di precedenti instrumenti contratti fra le

parti.

Giovanni Antonio Tomella fu Silvestro di Campodolcino, notaio di Chiavenna.

Copia autentica 1632 gennaio 22 Bartolomeo Panicera fu Pietro Antonio, notaio di Como.

Segue confesso 1644 dicembre 17 di Silvestro Trussone attestante il pagamento di capitale e fitti del

presente instrumento dai rappresentanti del quartiere di Fraciscio.

Bartolomeo Panicera, notaio, si sottoscrive.
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